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	<description>torneo di racconti sotto rete</description>
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		<title>Il pdf!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 21:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>r0m30</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Alla base c&#8217;è un&#8217;idea, ovvero che tutto questo ambaradan è stato messo su per scrivere dei racconti e per leggere quanto si era scritto. Naturalmente c&#8217;erano anche altre idee, ma abbiamo avuto modo di parlarne a più riprese prima e durante il torneo, e in ogni caso ci porterebbero fuori da quello che è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-986 aligncenter" title="Immagine 1" src="http://www.wimbledoc.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-1-208x300.jpg" alt="Immagine 1" width="161" height="233" /></p>
<p>Alla base c&#8217;è un&#8217;idea, ovvero che tutto questo ambaradan è stato messo su per scrivere dei racconti e per leggere quanto si era scritto. Naturalmente c&#8217;erano anche altre idee, ma abbiamo avuto modo di parlarne a più riprese prima e durante il torneo, e in ogni caso ci porterebbero fuori da quello che è il senso (pratico) di questo post. Il pdf non contiene tutti i racconti di Wimble.doc: ne contiene molti. E&#8217; stata fatta una selezione: motivazioni e criteri stanno all&#8217;interno del pdf stesso.</p>
<p>Veniamo al punto. La domandona è questa: &#8220;dove e come posso leggere i racconti di Wimble.doc?&#8221;</p>
<p>Le risposte sono più una di una:</p>
<p>1) Su <strong><a href="http://issuu.com/wimble.doc/docs/wimbledoc_1">issuu</a></strong>, sfogliando il pdf con l&#8217;illusione di avere davanti agli occhi una cosa di carta.</p>
<p>2) Su pdf, scaricando il file da <a href="http://www.wimbledoc.com/wp-content/themes/10pad2-rising-sun.1.3/10pad2-rising-sun/images/wimbledoc 1.pdf"><strong>qui</strong></a> [3,5 mega], senza l&#8217;illusione di avere davanti agli occhi una cosa di carta.</p>
<p>3) Su carta. SU CARTA?! Sì, su carta. Più o meno. Da <a href="http://www.wimbledoc.com/wp-content/themes/10pad2-rising-sun.1.3/10pad2-rising-sun/images/Wimbledoc1.zip"><strong>qui</strong></a> si scarica un file da decomprimere contenente i racconti del pdf in formato .doc, .rtf, .bean, .docx, .odt, per tutti i gusti. Così modificate il formato e il corpo a seconda di quanti fogli e inchiostro avete nella vostra stampante. Attenzione: c&#8217;è il minimo sindacale, cioè i racconti impaginati in A4 e giustificati. Quindi: brutto da vedere.</p>
<p>4) Sul tuo e-reader: scaricando da <a href="http://www.wimbledoc.com/wp-content/themes/10pad2-rising-sun.1.3/10pad2-rising-sun/images/wimbledoc.epub"><strong>qui</strong></a> il file nel formato e-pub.</p>
<p>Ora andiamo in ferie, poi tra un paio di mesi ricominceremo a smanettare col sito e a lavorare al prossimo Wimble.doc: se il sito inzierà a sparire e a ricomparire, significherà che siamo sostanzialmente ancora vivi.</p>
<p>Detto questo: diffondete, parlantene, stampatene una copia per gli amici.</p>
<p>Noi vogliamo respirare amore.</p>
<p>ale r, enrico, ale m</p>
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		<title>Colla vince la prima edizione di Wimble.doc!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 16:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enpi</dc:creator>
				<category><![CDATA[finale]]></category>
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		<description><![CDATA[Colla &#8211; una rivista letteraria in crisi &#8211; vince la prima edizione di Wimble.doc &#8211; torneo di racconti sotto rete.
A Colla [capitano, giocatori, redattori ecc.] va il plauso incondizionato di tutti noi altri [organizzatori, squadre, giocatori ecc.], e soprattutto questo meraviglioso premio: la coccarda di Wimble.doc, che dovrà essere appuntata su collacolla.com fino alla prossima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Colla</strong> &#8211; una rivista letteraria in crisi &#8211; vince <span style="color: #00ff00;"><strong>la prima edizione di Wimble.doc</strong></span> &#8211; torneo di racconti sotto rete.<br />
A Colla [capitano, giocatori, redattori ecc.] va il plauso incondizionato di tutti noi altri [organizzatori, squadre, giocatori ecc.], e soprattutto questo <em>meraviglioso premio</em>: la coccarda di Wimble.doc, che dovrà essere appuntata su <strong><a href="http://www.collacolla.com/" target="_blank">collacolla.com</a></strong> fino alla prossima edizione del torneo.<br />
Eccola qui [per essere certi che fosse brutta abbastanza l'han fatta fare a me, che - tutti sanno - ho solo MS Paint (peraltro del 98)]:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-979" title="coccarda del vincitore" src="http://www.wimbledoc.com/wp-content/uploads/2009/12/wimb_coccarda.jpg" alt="wimb_coccarda" width="198" height="243" /></p>
<p>[<em>continua...</em>]</p>
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		<title>Colla vs MRt: 2-1</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 21:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>r0m30</dc:creator>
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		<description><![CDATA[il tema era:

I racconti erano: Questa notte non ho sonno (di Stefano Peloso &#8211; Colla ) vs Valore Wallist (di Gianluca Pezzella &#8211; MRT)
Gianluca Morozzi dice: &#8220;voto Stefano Peloso, per l&#8217;atmosfera particolarmente torbida che riesce a creare, quasi come se l&#8217;oggetto del suo racconto fosse sempre appena fuori dal campo visivo, come un&#8217;ombra al margine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il tema era:</p>
<p style="text-align: center;"><img title="Silvia Giambra 2" src="../wp-content/uploads/2009/12/Silvia-Giambra-21-300x199.jpg" alt="Silvia Giambra 2" width="193" height="128" /></p>
<p style="text-align: left;">I <strong><a href="http://www.wimbledoc.com/?p=953">racconti</a></strong> erano: <em>Questa notte non ho sonno</em> (di Stefano Peloso &#8211; Colla<strong> </strong><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.collacolla.com/');" href="http://www.collacolla.com/"><strong></strong></a>) vs <em>Valore Wallist</em> (di Gianluca Pezzella &#8211; MRT<a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://milanoromatrani.wordpress.com/');" href="http://milanoromatrani.wordpress.com/"><strong></strong></a>)</p>
<p style="text-align: left;">Gianluca Morozzi dice: &#8220;voto Stefano Peloso, per l&#8217;atmosfera particolarmente torbida che riesce a creare, quasi come se l&#8217;oggetto del suo racconto fosse sempre appena fuori dal campo visivo, come un&#8217;ombra al margine del percepibile.&#8221;</p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>Colla vs Mrt: 1-1</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 23:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>r0m30</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giorgio Vasta]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tema era &#8220;massimizzazione dell&#8217;utilità&#8221;
I racconti erano Produrre minuti (di Matteo Pascoletti – MRT) vs Discarica (di Mattia Filippini – Colla)
Giorgio Vasta dice: &#8220;Se raccontare una storia vuol dire anche &#8220;massimizzare l&#8217;utilità&#8221; di ogni singolo termine, Discarica riesce nell&#8217;intento perché fonda la propria solidità sull&#8217;economia espressiva. Sono sufficienti un personaggio, un luogo e una situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema era &#8220;massimizzazione dell&#8217;utilità&#8221;</p>
<p>I <a href="http://www.wimbledoc.com/?p=949"><strong>racconti</strong></a> erano <em>Produrre minuti</em> (di Matteo Pascoletti – MRT<strong></strong>) vs <em>Discarica</em> (di Mattia Filippini – Colla)</p>
<p>Giorgio Vasta dice: &#8220;Se raccontare una storia vuol dire anche &#8220;massimizzare l&#8217;utilità&#8221; di ogni singolo termine, <em>Discarica</em> riesce nell&#8217;intento perché fonda la propria solidità sull&#8217;economia espressiva. Sono sufficienti un personaggio, un luogo e una situazione per dare forma a uno stato d&#8217;animo, a un modo di esistere dell&#8217;umano: la ferocia come sentimento sereno.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Colla vs MRT: 0-1</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 10:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>r0m30</dc:creator>
				<category><![CDATA[info]]></category>
		<category><![CDATA[colla]]></category>
		<category><![CDATA[finale]]></category>
		<category><![CDATA[Max Collini]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tema era &#8220;attesa&#8221;
I racconti erano: L’incoscienza non è una malattia (di Giuseppe Rizza – Colla) vs Restless Flora (di Laura de Matteis – MRT)
Max Collini dice: &#8220;Scelgo Restless Flora di Laura De Matteis. Lo trovo perfetto per sceneggiare un cortometraggio e il punto di vista del cadavere è reso in modo molto efficace, nonostante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema era &#8220;attesa&#8221;</p>
<p>I <a href="http://www.wimbledoc.com/?p=941"><strong>racconti</strong></a> erano: <em>L’incoscienza non è una malattia</em> (di Giuseppe Rizza – Colla) vs <em>Restless Flora </em>(di Laura de Matteis – MRT)</p>
<p>Max Collini dice: &#8220;Scelgo <em>Restless Flora</em> di Laura De Matteis. Lo trovo perfetto per sceneggiare un cortometraggio e il punto di vista del cadavere è reso in modo molto efficace, nonostante l&#8217;autrice abbia usato la parola &#8220;avida&#8221;. Lo stile infatti è un po&#8217; barocco, ma funzionale all&#8217;atmosfera goticheggiante della narrazione. La frase  &#8220;me che brulico di vita non mia&#8221; è bellissima e si fa in qualche modo perdonare la scelta del titolo in inglese.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>en&#8217;d&#039;uinner is&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enpi</dc:creator>
				<category><![CDATA[info]]></category>

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		<description><![CDATA[bene: c&#8217;è una squadra vincitrice.
abbiamo anche il terzo verdetto. si tratta di un 2-1.
adesso dobbiamo decidere se dare i risultati uno alla volta, se avvisare prima i due capitani o meno ecc.
io sono per: un risultato alla volta, ma avvisando i capitani [bastardo ma non troppo, insomma...].
ora si vede un po&#8217;.
ma ci siamo, eh!
e-
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bene: c&#8217;è una <strong>squadra vincitrice</strong>.<br />
abbiamo anche il terzo verdetto. si tratta di un 2-1.<br />
adesso dobbiamo decidere se dare i risultati uno alla volta, se avvisare prima i due capitani o meno ecc.<br />
io sono per: un risultato alla volta, ma avvisando i capitani [bastardo ma non troppo, insomma...].</p>
<p>ora si vede un po&#8217;.</p>
<p>ma ci siamo, eh!</p>
<p>e-</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Colla vs MRT: finale, 3^ sfida</title>
		<link>http://www.wimbledoc.com/?p=953</link>
		<comments>http://www.wimbledoc.com/?p=953#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 14:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>r0m30</dc:creator>
				<category><![CDATA[finale]]></category>
		<category><![CDATA[colla]]></category>
		<category><![CDATA[milanoromatrani]]></category>
		<category><![CDATA[peloso]]></category>
		<category><![CDATA[pezzella]]></category>

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		<description><![CDATA[Tema:

Questa notte non ho sonno (di Stefano Peloso &#8211; Colla) vs Valore Wallist (di Gianluca Pezzella &#8211; MRT)
Questa notte non ho sonno [di Stefano Peloso]
Oggi, 00:44
Questa notte non ho sonno. Ho provato a sdraiarmi sul letto, luci spente. Non sono riuscito a chiudere gli occhi e sono rimasto almeno un’ora a fissare le stelline fosforescenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tema:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.wimbledoc.com/wp-content/themes/10pad2-rising-sun.1.3/10pad2-rising-sun/images/Temi/Silvia%20Giambra%202.jpg"><img class="size-medium wp-image-954 aligncenter" title="Silvia Giambra 2" src="http://www.wimbledoc.com/wp-content/uploads/2009/12/Silvia-Giambra-2-300x199.jpg" alt="Silvia Giambra 2" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Questa notte non ho sonno (di Stefano Peloso &#8211; <a href="http://www.collacolla.com/"><strong>Colla</strong></a>) vs Valore Wallist (di Gianluca Pezzella &#8211; <a href="http://milanoromatrani.wordpress.com/"><strong>MRT</strong></a>)</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-953"></span><strong>Questa notte non ho sonno</strong> [di Stefano Peloso]</p>
<p style="text-align: left;">Oggi, 00:44<br />
Questa notte non ho sonno. Ho provato a sdraiarmi sul letto, luci spente. Non sono riuscito a chiudere gli occhi e sono rimasto almeno un’ora a fissare le stelline fosforescenti sul soffitto. Non ci facevo più caso da anni; forse perché dormo disteso sul fianco. Credo sia stata la mia costellazione da camera a togliermi il sonno. Emana una radiazione ipnotica che m’intristisce. Ho fame. Bevo della Pepsi, la fame passa.</p>
<p>01:12<br />
Curiosando tra le altre pagine del diario ho trovato questa foto. Non ricordo da dove o da quando arrivi, mi sembra così anonima: non ci sono persone, non ci sono strutture. Potrebbe essere una spiaggia qualsiasi. L’ho scattata io? Perché la tengo qui? Forse sto perdendo lucidità per la stanchezza, ma non riesco a togliermi dalla testa l’idea che c’entri qualcosa con le stelline. Ho di nuovo fame e la Pepsi è finita. Provo con l’acqua, ma non è la stessa cosa.</p>
<p>02:16<br />
Ho tentato ancora di dormire. Forse potrei spostarmi sul divano, però non sono sicuro di voler sfuggire alle stelline. Oltre a loro e alla foto adesso ho una nuova ossessione: un film su un fotografo in cui dei mimi giocano a tennis. Come si chiama?</p>
<p>02:31<br />
Ho cercato “mimi che giocano a tennis” su internet. Titolo trovato, sto scaricando il film. Nell’attesa mi do all’autoerotismo supportato da audiovisivi amatoriali d’oltreoceano, sfruttando il multitasking del mio computer.</p>
<p>03:24<br />
Dopo tre cicli masturbatorî, ho finalmente il mio film. L’audio è in spagnolo, ma poteva andarmi peggio.</p>
<p>04:13<br />
Ho guardato scene del film saltando qua e là e forse ho trovato un collegamento. Sto scansionando la foto per provare a ingrandirla.</p>
<p>04:18<br />
Ho tenuto una definizione troppo bassa, non c’è abbastanza informazione per trovare quello che mi serve. Sto di nuovo digitalizzando l’immagine. Alla risoluzione massima il tempo stimato per l’operazione è di quasi mezz’ora. Ancora porno, questa volta giapponese.</p>
<p>05:01<br />
Penso di aver trovato qualcosa, ma non mi basta ancora la definizione. Si intuisce appena il riflesso di una persona in un pezzo di vetro di bottiglia abbandonato sulla spiaggia. Altra rapida ricerca su internet e scopro l’esistenza di un programma che ricostruisce immagini usando frattali: ho appena finito di scaricarlo e l’ho lanciato sulla foto, ma la barra di avanzamento sembra ferma. Per il momento sono stanco di masturbarmi, guarderò di nuovo i mimi che giocano a tennis.</p>
<p>06:58<br />
Il programma d’interpolazione frattale ha qualcosa d’inquietante, di Vudù: è riuscito a far comparire, nella foto, un volto che prima non esisteva. Un volto che mi è familiare. Un tempo passavamo notti intere, distesi su questo letto, a guardare insieme il soffitto fosforescente.<br />
Le prime luci dell’alba filtrano nella stanza. Tra poco sarà giorno.<br />
Prima di andare a dormire sul divano, mi riprometto di staccare le stelline e infilo la foto nel tritadocumenti.</p>
<p style="text-align: left;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Valore Wallist</strong> [di Gianluca Pezzella]</p>
<p style="text-align: left;">Mi chiamo Conrad. Anzi Hans. Mi chiamo Hans Conrad Schumann. E mi chiamo Olga. Jorg. Lothar. Ida. Siegfried. Burkhard. Io &#8211; sono una lista di nomi morti in cui il numero progressivo cresce al verificarsi di un determinato evento. Perché l’evento si verifichi, deve esistere un sistema che lo possa discriminare.</p>
<p>Io sono 259. Il valore ultimo nella lista wallist.</p>
<p>Il jackpot gira sopra la slot; è la star del casinò. Gli occhi dei giocatori lo puntano come fanno i fedeli con le Madonne; credo sia per quel miracoloso talento che ha, di aprire spiragli su vie di fuga alternative ad un sistema chiuso. La cosa che più si avvicina alla mia idea di fede.</p>
<p>A Las Vegas, un jackpot accumula valore per ogni moneta in una fessura. In chiesa, il numero di lumini accesi aumenta per ogni soldo in un foro. A Berlino, tra il 61 e l’89, un totalizzatore conta +uno per ogni buco di proiettile dentro ad un uomo. Uno sparo costa circa un dollaro. Bizzarro; si giocano gare diverse puntando somme simili. Solo che a Berlino, le puntate, colpiscono al centro del cuore. Lo arrestano, 258 volte.</p>
<p>20 06 98 Sono nel bosco di Kipfenberg. Annodo la corda per fermare il jackpot di wallist a 259; il suo valore più alto. Ci sono molte liste, in giro, altri numeri. Parziali. Jackpot. Totali. Morti. Perciò decido di andare e di farlo ancora saltando; ma stavolta, in modo assoluto ed eterno, fottendo tutti i sistemi, ogni discriminazione.</p>
<p>Tra il 14 e 15 08 del 61 la notte gelava Berlino come una guerra fredda e la nebbia doleva come una fitta. Al mattino, mentre ero ancora in servizio, decisi di essere l’eccezione dentro la procedura, di sfuggire al sistema. Ero un soldato. Sorvegliavo il nulla attraversato da filo spinato, spianato da sistemisti rasoterra. Il nulla, dove far crescere il muro, che avrebbe diviso est da ovest, Berlino da Berlino, uomini da uomini, me da me. Anzi, non il muro; Il fucile, l’elmetto, gli stivali, l’avrebbero fatto. Il sistema discriminante.<br />
Al sopraggiungere della visione vidi, oltre i mattoni, una rara Berlino bagnata dalla spuma del mare; ondulava come un miraggio. E’ il riverbero sull’asfalto arroventato dal sole di ferragosto &#8211; pensai. Ma poi, odore salmastro e spruzzi d’acqua sul viso, mi fecero credere il tutto &#8211; reale. E corsi verso il mare. Con occhi puntati su me. Fiati sospesi sul mio ansimare. Sulla testa scommesse e preghiere. Ero il rullo dentro la slot. Il santo che compie miracoli. Il numero prossimo a zero che preme la suola su un filo e con un salto perfetto, tende per sempre a infinito. Ero la fede tra urla ed applausi. Il tuffo che rompe lo specchio. Ed il mare, blu, che ora bagna Berlino.</p>
<p>20 06 98 Sono nel bosco di Kipfenberg, tra un muro di alberi che non lascia filtrare il sole; ho inciso su ognuno, un nome in lista. E’ solo un altro muro – penso, mentre una goccia precipita in una pozza creando un cerchio e la fune pende dal ramo. Sono pronto come nel 61. Solo, come nel 61. E come nel 61, rischio la morte per non morire.</p>
<p>C’è sempre un salto o una corsa, prima di ogni volo spiccato. Tra le braccia dure degli alberi, tento l’evasione dal mondo. Azzero il contatore. Tiro la leva della slot. E sono ancora eccezionale, assoluto ed eterno, mentre tutto segna zero e salto in un cerchio più grande.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>MRT vs Colla: finale, 2^ sfida</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 23:34:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tema: massimizzazione dell&#8217;utilità
Produrre minuti (di Matteo Pascoletti &#8211; MRT) vs Discarica (di Mattia Filippini &#8211; Colla)
Produrre minuti [di Matteo Pascoletti]
Conoscete Jeremy Bentham? Tranquilli, è una domanda retorica.
In parole povere, Jeremy Bentham è uno che nel XVIII secolo ha tirato fuori una formula matematica su come rendere felice il maggior numero di persone. Si chiama Massimizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tema:<strong> massimizzazione dell&#8217;utilità</strong></p>
<p><em>Produrre minuti</em> (di Matteo Pascoletti &#8211; <a href="http://milanoromatrani.wordpress.com/"><strong>MRT</strong></a>) vs <em>Discarica</em> (di Mattia Filippini &#8211; <a href="http://www.collacolla.com/"><strong>Colla</strong></a>)</p>
<p><span id="more-949"></span><strong>Produrre minuti</strong> [di Matteo Pascoletti]</p>
<p>Conoscete Jeremy Bentham? Tranquilli, è una domanda retorica.<br />
In parole povere, Jeremy Bentham è uno che nel XVIII secolo ha tirato fuori una formula matematica su come rendere felice il maggior numero di persone. Si chiama Massimizzazione dell&#8217;utilità. Tu produci un bene: se questo soddisfa un bisogno, allora è tutto ok. Se tutto è ok, tu sei felice, e se siamo tutti ok, siamo tutti felici come i Puffi con Gargamella morto e Birba preso dall&#8217;accalappiagatti. Lo so perché ho dato la tesi di laurea su di lui. Su Bentham, non su Gargamella.<br />
In un certo senso, mi piace pensare di lavorare lungo la scia dei suoi calcoli, ma fuori da una nicchia umida e buia in cui la matematica del caos rosicchia punti alla logica.<br />
Per capirci: studiare Bentham non mi ha aiutato a trovare il lavoro che sognavo.<br />
Per capirci: io produco minuti.</p>
<p>-Avanti!- esordisce ad inizio turno la responsabile, una un po&#8217; meno sfruttata di me, ma enormemente più illusa al riguardo. -Qual è il nostro compito qui?<br />
-Rendere felici le persone!- rispondiamo tutti insieme.<br />
-Esatto!- grida, e il suo entusiasmo sembra plastificato.<br />
Il lavoro di cartomante è semplice. Sfogli una rivista di cronaca, rigorosamente di terz&#8217;ordine, mentre parli al telefono col poveretto o la poveretta di turno che ha bisogno di spendere un euro al minuto per sentirsi dire frasi come:<br />
-Troverai presto lavoro.<br />
-Non ti sta tradendo, ma occhio a quella lì.<br />
-Non ti chiama da sei mesi, ma ti pensa molto.<br />
-Vedo il vostro primo appuntamento&#8230;<br />
Parli fingendo di consultare i Tarocchi, mentre in realtà stai sfogliando pagine fondamentali della civiltà umana:<br />
«COME HO SCONFITTO IL CANCRO CON LA PREGHIERA.»<br />
«SEPARATI ALLA NASCITA: A 30 ANNI SPOSA LA GEMELLA.»<br />
«È MORTO FERGY, IL CANE PIÙ LONGEVO DEL MONDO.»<br />
Queste riviste danno un&#8217;accezione particolare al concetto di ipotesto.</p>
<p>(Ok, avete ragione: spaccio speranza tagliata con roba scadente. Spolpo l&#8217;ansia e la paura di non piacere, di non valere o di essere rifiutati, e ne tiro fuori minuti di conversazione in base ai quali sarò retribuito.<br />
Mi pagate voi le rate del mutuo ora che l&#8217;ho ammesso? Appunto.)</p>
<p>-Ciao sono Gabriel&#8230;<br />
-Gabrielmideviaiutareofacciounapazzia! Quella stronza di mia moglie mi ha truffato col suo commercialista, si è presa tutto! TUTTO! Capisci? Anche mia figlia! Capisci?<br />
«10 MODI PER COMBATTERE L&#8217;EIACULAZIONE PRECOCE.<br />
1. La respirazione.»<br />
-Sù, fammi un bel respiro profondo e calmati, così vediamo insieme cosa dicono le carte, ok?<br />
Dopo 47 minuti, 7 dei quali trascorsi a sentire le sue lacrime di estraneo senza volto, lo convinco a desistere dall&#8217;usare la pistola appena comprata, focalizzandolo sulla figlia, che un giorno vorrà per forza di cose sapere la verità su di lui, e sulla carta del Giudizio.<br />
Finito il turno, parlo della faccenda con la responsabile. Non si sa mai che quello decida d&#8217;impazzire, Giudizio o no. Lei mi elogia davanti a tutti come esempio da imitare per intuito, capacità di ascolto, distacco professionale e parlantina.<br />
Appena tornato a casa mi fiondo sul letto senza nemmeno togliermi i vestiti. Mi addormento, e per sei bellissime ore non esisto più.<br />
Il mattino dopo butto via la tesi di laurea. Mica ci pago le rate del mutuo.</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p><strong>Discarica</strong> [di Mattia Filippini]</p>
<p>La sbarra della discarica si alza automaticamente appena un camion della nettezza urbana si avvicina. Una strada polverosa costeggia il circuito dell’enorme buca e scende verso il suo interno, al livello dei rifiuti. Il cratere è rivestito da una specie di plastica blu impermeabile, in modo che con la pioggia non filtrino liquami nel terreno. Il percorso a spirale verso il basso termina con uno spiazzo dove si manovra per versare il carico della mattinata, ai piedi di una montagnola che una ruspa provvederà a compattare. In cima, chiassosi e aggressivi, ci sono i falchi delle discariche: gabbiani grossi e pasciuti come tacchini da allevamento. Non si sforzano neanche più di volare, hanno tutto lì. È il concetto di possibilità illimitata; in questo sono praticamente uguali agli esseri umani che ingrassano davanti alla tv fino al punto che per uscire dalla stanza devono chiamare qualcuno per sfondare la parete e farsi sollevare da un elevatore, con gran gioia dei giornali come quello in cui lavoro io, che non aspettano altro che scoop del genere.<br />
Mentre l’autista che mi ha accompagnato qui per l’articolo scarica, parcheggia e va a cambiarsi, rimango nello spiazzo a guardare i rifiuti e quegli uccelli rumorosi che con i rifiuti hanno così tanto in comune. Davanti a me ce n’è uno bello grosso sopra un mucchio di sacchi neri che strepita e apre le ali per tenere lontani gli altri; lo fisso e un secondo dopo esplode in una nube di sangue vaporizzato e piume. Avevo ragione da bambino a non voler guardare gli aerei in volo, avevo ragione a credere di avere dei poteri, avevo ragione a pensare che li avrei fatti esplodere. Avevo ragione, avevo. Con la bocca ancora aperta abbasso lo sguardo e incrocio gli occhi minuscoli e il ghigno soddisfatto di Ferri che alza il fucile in segno di vittoria. Fa il guardiano qui da vent’anni e si è impregnato dell’odore della discarica; è proprio vero che ci si abitua a tutto. Il suo passatempo preferito è il tiro al gabbiano. Peccato che per ogni gabbiano esploso, dopo pochi minuti di panico ce ne siano già altri dieci a mangiare i suoi resti. Alla faccia dell’utilitarismo. I gabbiani sono animali disgustosi, ma capibili.<br />
Così mi avvicino a Ferri e lui mi dice:<br />
“Prova”, e mi passa il fucile.<br />
“Così?”, gli chiedo mettendomi goffo il fucile in spalla.<br />
“Spara, spara”, mi dice con un sorriso sdentato e incitandomi con le mani.<br />
Miro a caso in mezzo a un folto gruppo di gabbiani e tiro il grilletto. Uno esplode, gli altri scappano in tutte le direzioni. Poi tornano a posarsi lì dov’erano prima. Sparo di nuovo a caso e ne prendo un altro. La cosa mi piace da impazzire perché è troppo facile. Sparare sul gruppo è il mio hobby preferito. Quando il mio accompagnatore torna dallo spogliatoio in vestiti borghesi e mi indica la sua auto per riportarmi in redazione, gli chiedo se la mattina, quando fa il suo giro per raccogliere i rifiuti, ha bisogno di compagnia.<br />
“Perché io sarei disponibile”, gli dico, “Disponibilissimo”.</p>
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		<title>Colla vs MRT: finale, 1^ sfida</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>r0m30</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tema: attesa
L&#8217;incoscienza non è una malattia (di Giuseppe Rizza &#8211; Colla) vs Restless Flora (di Laura de Matteis &#8211; MRT)
L&#8217;incoscienza non è una malattia [di Giuseppe Rizza]
Saranno lì a fare quattro conti rapidi. La casa al mare con il forno a legna, l’appartamento al centro, l’auto di lusso per caso sai di che anno è, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tema: <strong>attesa</strong></p>
<p><em>L&#8217;incoscienza non è una malattia</em> (di Giuseppe Rizza &#8211; <a href="http://www.collacolla.com/"><strong>Colla</strong></a>) vs <em>Restless Flora </em>(di Laura de Matteis &#8211; <a href="http://milanoromatrani.wordpress.com/"><strong>MRT</strong>)</a></p>
<p><span id="more-941"></span><strong>L&#8217;incoscienza non è una malattia </strong>[di Giuseppe Rizza]</p>
<p>Saranno lì a fare quattro conti rapidi. La casa al mare con il forno a legna, l’appartamento al centro, l’auto di lusso per caso sai di che anno è, e quella tela che gli regalò quel suo amico della scuola di Scicli, ora non è che voglio passare per materiale, ma, tuo nonno ormai è ultranovantenne no?<br />
Questo staranno pensando. C’è da scommetterci.<br />
Sull’autostrada, dentro un abitacolo non troppo spazioso ma ancora per poco, mia nipote e suo marito, quello che per fare soldi l’importante è avere un buon commercialista, stanno pensando che era finalmente ora che io morissi.<br />
Niente di male, per carità, brava persona, ma finalmente doveva girare questa ruota, dopo anni d’attesa è arrivato il nostro momento, l’ansia prolungata, è questione di mesi, non supererà l’anno, suo nonno è credente? Finalmente saremo noi, noi capisci, a goderci i soldi, l’eredità, la rendita.</p>
<p>Chissà quante ore mi hanno dato. Vostro nonno rischia di non superare la giornata.<br />
Il respiro pesante. Affaticato. I valori del sangue.<br />
Dovrebbero avvertire in qualche modo anche il degente.<br />
Senta, sappiamo che è in stato di semicoscienza ormai da tempo, però volevamo farle sapere che abbiamo come l’impressione che lei in giornata smetterà di vivere. L’unico neo è che non sappiamo dirle se sarà indolore o meno.<br />
Così uno magari si prepara. Nell’attesa. Seleziona cosa ricordare, quali ricordi farsi venire in mente quando sta per sentirsi più leggero e con le palpebre come zavorre. Tanto per non risultare impreparato.<br />
Il primo bacio. Il corridoio di una scuola elementare. Il suo sorriso anche con i denti non ancora a posto. La voragine delle sue pupille. Il sapore di quelle labbra. Liquirizia. E quell’altro che non vi sentite più da minimo quarant’anni ma lo ricordi sempre come il migliore amico. La banalità del gesto di tuo figlio: buttare la vita dal balcone l’ultimo dell’anno.<br />
Le valigie sul letto. Torno da mia madre. Mi porto nostro figlio.<br />
Le poesie che avevi scritto negli anni finite dentro il falò sulla spiaggia. L’auto che si ferma a tarda sera sull’acciottolato direzione monte Amiata, un trenta dicembre, gradi imprecisati ma pochi.<br />
Il tuo sogno erotico per eccellenza: la prof. di matematica al liceo. Quante volte hai detto ti amo. Quante. La memoria di un novantenne è debole. E quella volta che Sabrina in pineta ti disse tutto d’un fiato se mi dai diecimila lire ti faccio vedere le mutandine.<br />
I pomeriggi al cinema piangendo da solo ad ogni pretesto. Quando hai pisciato sul pianerottolo perché la vescica a una certa età non è più controllabile. Quando hai dato l’aranciata al pesce rosso di tua nonna. Quando hai messo un ago nella tazza ricolma di caffè della vicina.<br />
La prima volta che sei entrato in una donna. Tutte le parole che non hai mai pronunciato.</p>
<p>Li sento, al di là dei vetri. Sono arrivati.<br />
Nell’attesa ho pensato al mio ultimo pensiero, quello che mi accompagnerà.<br />
Come starebbero bene le mie mani dentro la scollatura di quest’infermiera.</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p><strong>Restless Flora</strong><em> </em>[di Laura de Matteis]</p>
<p>Sento  qualcuno avvicinarsi. Le foglie secche scricchiolano dietro i cespugli  che nascondono il sentiero e che nascondono me al sentiero dove qualcuno,  forse, sta passando.</p>
<p>Avevo  quasi dimenticato di essere morta. Per fortuna sono morta supina, così  ho potuto continuare a guardare i rami sopra di me e il volo degli uccelli.  Man mano che le foglie si sono diradate ho potuto vedere, talvolta,  anche la luna. Sono trascorsi molti giorni – <em>buio-luce-buio</em> – e non ho mai avuto freddo né fame: non ho avuto bisogno di chiedere  aiuto. Neppure quando una cornacchia si è posata sulla mia faccia e  ha cominciato a mangiucchiarmi l’occhio destro, cavando nutrienti  umori da quella piccola sfera bianca e verde di cui un tempo ero tanto  orgogliosa, ho sentito la necessità di andarmene da qui: mi restava  il sinistro per osservare i rami, gli uccelli e il cadere delle foglie.  Ma ora che qualcuno, forse, si avvicina lungo il sentiero che so essere  lì ma che non vedo, ora ricordo di essere morta e di non avere voce  per gridare – <em>Trovami!</em></p>
<p>Rami  spezzati, foglie secche – è autunno inoltrato. Da quanto  tempo sono qui? Indosso un maglioncino di lana a righe grigie e viola  e nere: mi stava bene ed era quasi nuovo. Ora è sporco di ciò  che di me trasuda dal mio corpo. Probabilmente puzzo. Mi vergogno un  po’ a farmi vedere così, ma non posso restare qui in eterno.</p>
<p>Non  ero sola quando sono morta, c’era qualcuno con me. Ho sentito il calore  del mio sangue spandersi dal fianco lacerato; a fiotti densi ha inondato  il maglioncino nuovo, poi si è sparso al suolo e l’ha bevuto, avida,  la terra. La lama che mi ha trafitto il fegato non è più qui, vorrei  sapere dove l’ha portata e <em>chi</em>.</p>
<p>Passi.  Sempre più vicini e incerti.</p>
<p>Qualcuno  sembra frugare nei cespugli – la lama è lì? Se la trova, poi  cercherà anche me: il sangue parla, il sangue è pieno del mio nome.</p>
<p>Lo  sento avvicinarsi e fremo come può fremere un cadavere: immobile  a scagliare lampi di impazienza dalla mente – <em>qui, vieni qui</em>.  C’è odore di muschio umido e di qualcosa che mi sfugge; sopra di  me, il cielo si scurisce attraverso i rami quasi spogli. – <em>Mi stai  cercando? Ti aspetto.</em> Ti aspettavo, chiunque tu sia, quando ancora  non sapevo di volerti incontrare.</p>
<p>La  mia memoria è un vuoto appiccicoso da cui penzolano ricordi sbrindellati;  carta moschicida che attende che le larve traslucide che zampillano  panciute dal mio fianco mettano le ali. In ogni mosca afferrerò un  ricordo? Mi basterebbe ricordare una persona e un atto: baratterei la  memoria della mia infanzia per il volto e il pensiero di chi mi ha trafitto  il fegato con un coltello lungo, lama grossa, e l’ha girato come una  chiave affilata nella serratura morbida del mio corpo. Quattro mandate.  Cinque. Già alla prima quella mia nuova, oscena bocca spalancata vomitava  sangue che andava a sparpagliarsi inutile lontano dalle mie vene.</p>
<p>Scricchiolio  di sottobosco autunnale.</p>
<p>Trattengo  il respiro o, meglio, irrigidisco l’anima come se stessi trattenendo  il respiro. <em>Lui</em> è a un passo da me che brulico di vita non mia.</p>
<p>Fruscii  che si allontanano. Il bosco sospira e tace.</p>
<p>Mi  viene da piangere e non posso. Vorrei piangere anche solo per questo.</p>
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		<title>Tesoro, ti spiego la finale</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 20:03:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Funziona così. La prima sfida sarà pubblicata il 30 novembre, la seconda il 3 dicembre, la terza il 7 dicembre.
Tu, umile utente, potrai leggere e commentare, ma non potrai votare. Perché? Perché per la finale ci sarà una giuria di illuminatissimi (dài un&#8217;occhiata al post precedente) che lo farà al posto tuo. Occhio, ogni giurato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Funziona così. La prima sfida sarà pubblicata il <strong>30 novembre</strong>, la seconda il <strong>3 dicembre</strong>, la terza il <strong>7 dicembre</strong>.</p>
<p>Tu, umile utente, potrai leggere e commentare, ma non potrai votare. Perché? Perché per la finale ci sarà una giuria di illuminatissimi (dài un&#8217;occhiata al post precedente) che lo farà al posto tuo. Occhio, ogni giurato si occupa di una sola sfida: <strong>Max Collini</strong> della prima, <strong>Giorgio Vasta</strong> della seconda, <strong>Gianluca Morozzi</strong> della terza. I tre verdetti verranno pubblicati tutti assieme indicativamente attorno al 10 dicembre, nel giorno e nell&#8217;ora che ci pare a noi, che siccome siamo dei simpaticoni vi faremo penare il giusto.</p>
<p>Noi vogliamo respirare baldanza!</p>
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