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Salvatore Piombino

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Digressione slovena (di Michele Turazzi – Follelfo) vs Comune Ronco S. Ascona (di Andrea Masotti – Traghetto MM)

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Digressione slovena [di Michele Turazzi]

Alla porte di Dobrovnik (da non confondere con la celeberrima Dubrovnik, già Ragusa) si snoda una piccola strada che s’arrampica su di un colle rossastro. Raggiunge un edificio di pietra bianca, alto alcuni piani e ricoperto da un tetto spiovente di travi di legno. Il casone è malandato, ma mantiene intatta una certa maestosità che lo fa somigliare ad un elegante chalet dolomitico. Eppure è un night club. Un’insegna poggiata sul tetto lo ricorda ininterrottamente. Le lettere che formano la parola anglosassone s’illuminano alternando il verde ed il viola, mentre una sagoma rosa di donna si slaccia e riallaccia il reggiseno. Il night è aperto da una quindicina d’anni, ma solamente dopo la costruzione dell’autostrada per Maribor è diventato così. Era una bettola scalcinata per camionisti, ora è una casa di piacere dotata di tutti i comfort. Il boss ama definirla “adatta ad ogni esigenza”. Ci passano uomini d’affari e capi di stato, ereditiere annoiate e stilisti affermati, ci vengono gay ed etero, in coppia o da soli. Una volta nella vita ci vengono tutti. Io queste cose le so perché ci lavoro dentro da un paio d’anni. Sono giunto qui per caso, ma non me ne sono più andato. Il lavoro non è male: non mi faccio scopare da nessuno, né vengo obbligato a maneggiare alcun attrezzo bislungo; devo semplicemente raccogliere le lenzuola sporche dalle camere e portarle in lavanderia ogni tre ore. Il lavoro non è pesante, la paga discreta e le colleghe sono carine. Per questo non me ne sono più andato. Ogni tanto, però, chiuso in lavanderia davanti ad ammassi di stoffa incrostata, mi siedo su di un piccolo sgabello e fisso ininterrottamente il gigantesco oblò della lavatrice. Seguo i panni scorrere e vedo uno spirale formarsi al di là della plastica; è in questi momenti che provo a contare quanti milioni di spermatozoi morti si rincorrono nella centrifuga. La foiba delle cellule geminali. A volte mi sorprendo ad immaginare i volti di ogni singolo espulsore di seme, vedo visi rugosi e raggrinziti, i lineamenti sformati dallo sforzo dell’orgasmo, gli occhi serrati e le mascelle spalancate. Altre volte delineo nell’aria la sagoma di sudore che il corpo lascia sul lenzuolo, disegno due seni rotondi e un piccolo monte di venere, dopodiché abbraccio quel corpo. Ora, invece, non faccio nulla di tutto questo. Sto fissando una foto stropicciata che ho trovato tra la biancheria della suite. È vecchia ed è in bianco e nero. In primo piano una coppia sorridente, lui porta un basco da cui escono alcuni ciuffi di capelli e guarda fisso in camera; lei lo bacia sulla guancia esibendo solo il profilo e lunghi ricci. Sullo sfondo i cartelloni pubblicitari di Piccadilly. È da alcune ore che non distolgo lo sguardo dalla coppietta pre-technicolor, quando all’improvviso, un brivido freddo mi preannuncia una madeleine. Vedo mio nonno in piedi, all’ombra di un castagno rachitico; fissa negli occhi papà e gli dice: “Tajate i cavei, fate na fameja”1. Vedo mio padre serrare convulsamente i pugni. Io, invece, resto immobile nella lavanderia seminterrata di un night alle porte della Dubrovnik dalla vocale sbagliata. Infilo la fotografia nel taschino e riprendo a fissare l’eterno ritorno della centrifuga gigante.

1 – L’io narrante ha chiare origini venete, l’espressione idiomatica in questione può essere tradotta con “Tagliati i capelli e fatti una famiglia” [n.d.t.]

………………………………..

Comune Ronco S. Ascona, ordinanza municipale concernente la posa di impianti pubblicitari, di insegne e di scritte destinate al pubblico

[di Andrea Masotti]

Il Municipio di Ronco s. Ascona, richiamati gli art. 192 LOC e art. 153 del Regolamento comunale, la Legge cantonale sugli impianti pubblicitari del 28.02.2000 (LImp), il Regolamento d’esecuzione della Legge sugli impianti pubblicitari del 26.06.2001 (RLImp), le Norme di attuazione del Piano regolatore comunale (NAPR)
ORDINA
I. Disposizioni generali
Art. 1 Oggetto
La presente Ordinanza regola la procedura di competenza del Municipio riguardo alla posa di impianti pubblicitari, di insegne e di scritte destinate alla pubblica visione. Per quanto non esplicitamente previsto nella presente ordinanza, fanno stato le specifiche norme di cui alla Legge cantonale sugli impianti pubblicitari e al Regolamento d’esecuzione.
Art. 2 Definizioni
1. La definizione di impianto pubblicitario, di insegna o scritta destinata al pubblico è disciplinata dalla Legge sugli impianti pubblicitari e dal Regolamento d’esecuzione.
2. Alle insegne direzionali visibili da strade aperte al traffico pubblico sono applicabili (forma, dimensione, colore) le disposizioni dell’Ordinanza federale sulla segnaletica stradale.
II. Autorizzazioni
[…]
Art. 6 Divieti
1. E’ vietata la posa di impianti che per dimensione o immissione possono arrecare pregiudizio all’estetica del paesaggio, degli edifici e alla sicurezza stradale.
2. E’ inoltre vietata:
L’installazione di impianti che diffondono suoni, fasci di luce verso l’esterno o che proiettano immagini in movimento, salvo nell’ambito di eventi limitati nel tempo e solo se non in contrasto con i principi8 di cui all’art. 2 ss LImp;
La posa di impianti che proiettano, rispettivamente diffondono messaggi variabili o in movimento (display, ecc.), eccettuato il caso in cui ne sia provata la preponderante pubblica utilità;
L’applicazione di insegne ai pali di sostegno delle condutture, alle cabine delle aziende comunali, ai segnali stradali, ai parapetti, ai ponti, agli alberi e ai container;
3. Restano riservati i divieti di cui alla Legge cantonale, così come quelli relativi alla pubblicità di bevande alcoliche, tabacchi e medicinali;
Art. 7 Obblighi
1. Il beneficiario dell’autorizzazione è tenuto a mantenere l’impianto in ordine, pulito e funzionante.
2. Il beneficiario e, in via sussidiaria, il proprietario dell’immobile, è inoltre responsabile della sua rimozione in caso di:
Cessazione, cessione o modifica dell’attività;
Quando dopo richiamo scritto non abbia provveduto a ristabilire stato indecoroso dell’impianto oppure quando il suo contenuto sia contrasto o non più conforme con la legislazione vigente.
VI. Disposizioni finali
Art. 17 Sanzioni
1. Le infrazioni alla presente Ordinanza, riservate quelle di competenza cantonale, sono punite dal Municipio con:
La multa;
La rimozione degli impianti esposti in violazione materiale delle legge cantonali e comunali, rispettivamente nel caso sia scaduto infruttuoso termine fissato per la presentazione della domanda di sanatoria. In entrambi i casi le spese di rimozione sono a carico dell’espositore.
2. Alla procedura di contravvenzione sono applicabili gli art. 145 ss. LOC.
Art. 18 Entrata in vigore
La presente Ordinanza entra in vigore alla scadenza del periodo di esposizione all’albo.

Ronco s. Ascona, 12 febbraio 2003
PER IL MUNICIPIO
Il Sindaco Il Segretario
avv. P. Betté B. Stecher

17 Comments

francesco

settembre 13th, 2009

“Ogni tanto, però, chiuso in lavanderia davanti ad ammassi di stoffa incrostata, mi siedo su di un piccolo sgabello e fisso ininterrottamente il gigantesco oblò della lavatrice. Seguo i panni scorrere e vedo uno spirale formarsi al di là della plastica; è in questi momenti che provo a contare quanti milioni di spermatozoi morti si rincorrono nella centrifuga.”

questa parte la trovo splendida.
complimenti.

come mai è scomparso il numero dei votanti?

Shogo

settembre 14th, 2009

l’idea del traghetto era interessante….il copia e incolla è un pò triste però…..

invece la “digressione slovena” scorre leggera nella lettura.. :D nonostante le chiari origini veneto dell’autore e le espressioni dialettali… :p

settembre 14th, 2009

Finora non mi sono mai pronunciato a livello di preferenze ma adesso, considerato l’affetto che mi lega a questa foto non posso che dichiarare la mia predilezione per il racconto di Michele Turazzi che ho trovato ben scritto, misurato e godibile.

S.P.

ale r

settembre 14th, 2009

@francesco: non è scomparso il numero di votanti, basta cliccare su view results…

sara

settembre 14th, 2009

trovo che “digressione slovena” sia davvero notevole! complimenti all’autore…

sara

francesco

settembre 14th, 2009

sì ale, ora lo vedo, ma ieri sera mi sa che per un po’ di tempo è scomparso. o forse sono solo rincoglionito io, cosa molto probabile

ale r

settembre 14th, 2009

ah, ok. ero io che facevo cappelle…

matteo platone

settembre 14th, 2009

speravo che il traghetto coprofago avrebbe ottenuto almeno il punto della bandiera! :PPPP
mi spiace per il loro surrealismo!

enpi

settembre 14th, 2009

@ Fra’ e aler:

no, quando ho letto il commento di Francesco ho modificato il poll.
quindi: Fra’, non sei impazzito :D
aler: sì, fai cappelle, ma non questa.

b.,
e.

Ricardo Izecson dos Santos Leite

settembre 16th, 2009

A favore dell’arte e contro le storie.
A favore dei proclami e contro le argomentazioni.
Ma soprattutto a favore de “lo stato indecoroso dell’impianto” e contro “i brividi freddi che preannunciano madeleine”.
Per questo ho votato per il Traghetto.

ma

settembre 16th, 2009

si è vero, quella cosa della madeleine è un po’ fastidiosa. Hai letto Joyce, ok.

settembre 16th, 2009

Proust,Proust si chiamava

ma

settembre 16th, 2009

@ Varja
era una battuta uscita male

Raul Casadei

settembre 18th, 2009

Comunque abbiamo perso per colpa del pavimento, che noi preferiamo sdruciolevole e non liscio, non sopportiamo nemmeno il ballo liscio, perchè non va mai tutto liscio, spesso va sdruciolevole, ma stavolta si vede di no, è andato tutto per il meglio.

settembre 18th, 2009

Sei sdrucciolato sull’aggettivo come in un twist con un partner novellino pesticciante,da balera

Raul Casadei

settembre 19th, 2009

Sono Raul Casadei, mica il De Mauro.

settembre 19th, 2009

Ah,ti avevo riconosciuto dall’aplomb e dalla s.Massima stima,il mio battimani