wimble.doc torneo di racconti sotto rete
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Poi ci siamo stati, a Firenze. Chi, e a fare cosa: poco importa. C’era anche Wimble.doc, e bene. Quello che mi resta è un senso di pienezza. E di speranza. E una consapevolezza confermata.
Poi, a Firenze, abbiamo conosciuto il collettivomensa. E abbiamo conosciuto Antonio Moresco. E il collettivomensa ha ascoltato Antonio Moresco: lui seduto sul marciapiede, davanti al Teatro della Pergola, e il collettivo – in due, erano – sopra, accanto, di lato, a domandare e chiedere. E, soprattutto, ascoltare.
E Antonio Moresco ha detto cose come questa:

Oggi sembra che chi è visibile è un essere umano, chi non è visibile non esiste. Come se fosse una non persona, non è così. Perché so per esperienza che quello che succede sotto terra, nella zona di non visibilità, è una cosa che ha uno sviluppo, una credibilità. Bisogna partire, darsi da fare in tutti i modi, emergere dal basso. Tutti quelli che partono subito coptati, lanciati, non è detto che siano i migliori.
Anzi, quello che trova un’ immediata accettazione, non fa attrito, entra in un circuito commerciale come un dejà vu e quindi viene imposto al pubblico, e da esso riconosciuto e accettato a prescindere. E perde inevitabilmente di contenuti.
L’underground è il posto in cui ho vissuto fino a più di metà della mia vita [...]