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I chiodi di Cechov (di Mattia Filippini – Colla) vs Grigio (di Antonio Koch – Lamerotanti)
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I chiodi di Cechov [di Mattia Filippini]
C’è un pensiero che continua a tornarmi in mente in questo periodo, è una cosa che diceva Cechov, che se un personaggio pianta un chiodo nel primo atto di un dramma, allora nel terzo atto ci si deve per forza impiccare.
Poi ogni mattina esco per andare a lavoro, ogni mattina c’era sempre un grado in meno sul termometro del supermercato di fronte a casa mia, diciassette sedici quindici. Poi la temperatura si è attestata a quattordici gradi per diversi giorni. Poi è crollata improvvisamente, svenuta. La testa mi si è riempita di pensieri spietati, che uno li fa anche solo per un nanosecondo, gli si dipana davanti tutta l’amarezza delle cose, il quadro generale, che siam messi male tutti quanti: è l’inverno.
Che poi uscire la mattina, d’inverno, tutto gobbo, entrare dentro il grigio della giornata e degli edifici, sembra di essere in un film di fantascienza degli anni ‘30 in cui i protagonisti hanno sempre delle facce che danno l’idea che li han sparati fuori da un cannone, con delle espressioni troppo marcate per esser vere. Ecco, a me, la mattina, sembra mi han sparato fuori da un cannone direttamente dentro un mondo di palazzoni in disfacimento, Bologna sembra un po’ Berlino est.
Poi sono passato per via Capo di Lucca dove c’era uno schieramento di poliziotti in tenuta anti-sommossa, alcuni anche coi cani, che si stavano preparando a sgomberare uno stabile occupato. Ho camminato tra gli agenti e sono andato tranquillo dal mio panettiere a prendere dei filoncini appena sfornati da mangiare nella pausa pranzo. Mentre tornavo indietro per la stessa strada con il sacchetto sotto braccio, un poliziotto delle retrovie si è accorto di me e, con il suo cane, mi si è avvicinato minaccioso Tu, mi ordina, vieni con me. Così mi hanno scortato fin dentro una stanza molto discreta lì vicino e hanno cominciato a interrogarmi.
Mi si fredda il pane, gli ho risposto. Loro mi hanno ignorato m’han chiesto Lei fuma? Sì, ho risposto, ma sto cercando di smettere. Cosa fuma, lei? m’han chiesto un attimo dopo. Le sigarette, ho risposto. Ah, han fatto. Cosa ha studiato, lei? Ho studiato lettere. Ne troviam tanti, a lettere. Veramente ho finito un anno fa. Non si sa mai, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Avevo fretta, ma sembrava che non capivano. Intanto il cane mi guardava con degli occhi come per dire Porta pazienza. Nella stessa stanza dove mi stavano frugando nella borsa a tracolla e nel sacchetto del pane, c’era anche una ragazza a cui avevano trovato addosso un chilo di coca e un coltello a serramanico di venti centimetri. Quando le avevano chiesto E questi? lei aveva dato un esempio di faccia tosta che se oggi devo pensare a una faccia tosta mi viene in mente precisamente lei, aveva risposto Me l’hanno regalata degli amici per il mal di testa. M’era sembrato che il cane aveva guardato in su come per dire Speriamo che oggi finisca presto.
Poi mi hanno lasciato uscire col mio pane freddo. E m’è venuto da pensare che, per fortuna, nei racconti, così come nella vita, c’è pieno di chiodi piantati a cui non succede niente.
…………………………….
Grigio [di Antonio Koch]
Oggi ci hanno portato fuori. Dentro c’è sempre luce, fuori ogni tanto è buio. Stamattina, quando siamo andati fuori, era buio. Ho sbagliato, correggo. Era grigio. Noi siamo dentro per proteggerci dal buio. Ho sbagliato, correggo. Per proteggerci dal grigio. Fuori è spesso grigio, ci dicono. Forse sempre. Non abbiamo modo di verificarlo. Dentro invece c’è sempre il sole. Ci sono lunghi corridoi, ci incrociamo nei corridoi e ci chiediamo l’ora, lo facciamo spesso. Ognuno dice l’ora che preferisce, questo ci diverte molto. Lo facciamo spesso. Stamattina fuori era grigio e c’era odore, noi stiamo dentro per proteggerci dall’odore. Il grigio, non si capisce se venga dalla strada, dal cemento, o dal cielo. O dal mare, se c’è ancora il mare. Non abbiamo modo di verificarlo. La strada, stamattina, c’erano molti veicoli fermi e a un certo punto un blocco con dei poliziotti. Ci siamo fermati, alcuni di noi si sporgevano per vedere i poliziotti. Quelli più giovani, che non avevano mai visto un poliziotto. I poliziotti li hanno portati dentro ma magari loro dormivano e non li hanno visti, i poliziotti, né sentiti. Dormivano in quel modo che non ti svegli, neanche se ti prendono i poliziotti. E poi ti svegli che sei dentro e allora non ha più importanza. E c’era un grande silenzio, sulla strada, con tutta questa fila di poliziotti. Poi uno dei poliziotti ha gridato qualcosa e anche qualcuno di noi ha gridato. Per fortuna che c’erano i sorveglianti, ci sono sempre almeno due sorveglianti quando ci portano fuori. I sorveglianti possono parlare con i poliziotti e spiegargli le cose, calmarli se necessario. Poi alcuni poliziotti hanno riso, altri sembravano spaventati. Eravamo molto vicini, riuscivo a vederli tutti in faccia, i volti pallidi dietro la visiera dei caschi. Grigi, i volti. Che non si capisce se venga dalla strada o dal cielo o dal mare, se esiste ancora. I poliziotti forse lo sanno ma non credo. Stavo per chiederglielo, a uno di loro, se sapeva se esisteva ancora il mare. E, se sì, se era grigio. E se veniva da lì, tutto quel grigio. Ma poi l’autobus ha iniziato a fare manovra per tornare indietro e così non ho più detto niente.


E’ che quando succede qualcosa non andiamo mica a cercare i chiodi
fra l’altro, questa fotografia a me piace davvero tanto.
a ’sto giro ho votato.
e.
beeeello mattia!
Grazie
Non so quale votare, stavolta… Diventa sempre più difficile.
Però posso dire questo: ho appena cominciato un lavoro che detesto, mi sento già alienata e in cerca di un chiodo dove appendermi, mi sono presa l’influenza e fuori è tutto grigioautunnoinverno e la mattina alle sei devo accendere la stufetta elettrica in bagno per poter fare un bidet.
Ci ho messo più o meno cinque minuti a leggere i due racconti: Mattia e Antonio, grazie per questi cinque minuti.
[...] Poco stile nell’antica Roma (*) Ottobre 6, 2009 (Comunicazione di servizio: Votate il racconto di Koch qui) [...]
gli amici di lamerotanti escono al primo turno ma rimangono i loro 3 bellissimi racconti,
ragazzi,complimenti davvero,sia per lo spirito che per i testi.
ale.m.
Peccato per il 2-0 secco. “porco stile nell’antica Roma” meritava davvero il pareggio (senza togliere nulla all’altro racconto). Di sicuro questa sfida ha fatto vedere dei livelli buoni; difficile decidere in ognuna delle tre.