wimble.doc torneo di racconti sotto rete
Categories: quarti di finale

Tema: orchestra della Rai

Senza Rai sono guai (di Michele Marcon – Finzioni) vs Un’altra cosa che sta morendo (di Marco Montanaro – inutile)

bianco

Senza Rai sono guai [di Michele Marcon]

- Senta signorina, capisco che il suo lavoro le faccia cagare. Che prende il minimo salariale per stare otto ore al giorno incollata ad un telefono del cazzo, ma è inutile che si metta a strillare con me!
- Sì…
- Sì…
- No no no!
- Mi stia bene a sentire: sarò libero di fare quel che mi pare, no? No?! Ma che cazz… senta signorina, non mi faccia perdere la pazienza.
- …
- Ma lei è proprio una gran tro…
- No scusi, non volevo offenderla, ma mi ascolti per dio! È inutile che mi scriviate per posta, è inutile che mi mandiate mail, è inutile che mi chiamiate al telefono… io il canone Rai non lo pago! Quante volte glielo devo ripetere?
- …
- Ma che gliene frega a lei?
- Forse non ha capito… NON PAGO!
- Ah è così? Lei mi minaccia?
- Ma non mi faccia ridere?
- Ah… e così mi mandereste a casa l’intera orchestra della Rai?
- E poi vediamo…
- Ma vediamo cosa?!
- Senta signorina, io la saluto, mi ha proprio rotto i coglio

Riaggancio.

Ma è possibile una cosa del genere? È fuori da ogni logica.
Torno a sedere sulla poltrona di fronte al mio nuovissimo televisore LCD 52’’ di ultimissima generazione. E premo play.
MYSKY è proprio una figata. Posso stoppare un programma quando voglio e poi tornare a vederlo in santa pace. Posso programmare la registrazione e posso…
Suona il campanello. Chi diavolo sarà a quest’ora?
Alzo la cornetta del citofono e la violenza dell’onda d’urto mi sbatte a terra. Uno strombazzo inaudito. Mai sentito un roba del genere. Poi dalla cornetta che molleggia appesa al filo arriva una voce metallica.

- Signore, siamo l’orchestra della Rai. Siamo qui per farle cambiare idea.

E parte una solfa rumorosissima che sicuramente sveglierà l’intero vicinato. Provo a intimarli di smetterla attraverso il citofono, ma non mi sentono tanto sono presi a fare casino. Riaggancio con rabbia, ma continuo a sentirli. La musica entra dalle finestre, dalle pareti stesse. Mi tappo le orecchie ma non cambia niente.
E poi la situazione peggiora.

- Senza Ra…
- Senza Rai…
- Senza Raiiiiii.
- Sono gua…
- Sono guai…
- Sono guaiiiiii.

Ci mancava solo il coro.
Devo intervenire. Apro la finestra e un’altra ondata sonora rischia di farmi capitolare. Sono proprio sotto il mio appartamento. Mi guardo intorno e alla fine il mio sguardo cade sul telecomando della TV. Lo afferro, tolgo il rivestimento in gomma Meliconi, e lo scaglio fuori con tutta la mia forza. Colpisco un violinista in piena fronte e lui stramazza al suolo. Una pozza di sangue si allarga sotto il suo corpo. L’ho ucciso. Non ho alternative. Prendo una cassa Bose e lancio. Ammazzo una viola. Lancio l’altra cassa e becco un trombone. Recupero tutti gli elettrodomestici del soggiorno e li getto dalla finestra come un forsennato. Una carneficina. Con la TV stendo contemporaneamente oboe e clarinetto. La mia TV nuova, mi piange il cuore. Nel giro di pochi minuti l’orchestra è decimata e il mio soggiorno svuotato. Rimane solo il decoder SKY. Una lacrima mi riga il volto. Perdonami MYSKY… Afferro il decoder e lo scaglio con tutta la disperazione che ho in corpo. Colpisco in pieno il direttore d’orchestra e il concerto finisce.
Rimane in piedi solo un tipetto striminzito che trema come una foglia stringendo un triangolo in mano. Ma quello non può dare fastidio a nessuno.

…………………………………………..

Un’altra cosa che sta morendo [di Marco Montanaro]

Ho conosciuto Anna l’anno scorso di questi tempi, quando si è trasferita nell’appartamento accanto. All’epoca usciva con Derek, un ragazzo di colore che abitava al primo piano. Hanno smesso di vedersi perché lui ha cambiato città. Stefano, il coinquilino di Anna, la chiamava la marocchina, perché lei è meridionale e usciva con Derek. Stefano studia ingegneria ed è razzista, di quel razzismo blando e di maniera che va un po’ di moda. Anna aveva altri due coinquilini, Diana e Francesco, studenti anche loro. Poco dopo aver preso a frequentare casa mia mi ha spiegato che il fatto che io non fossi uno studente le dava tranquillità. Adorava il fatto che io avessi altri tipi di problemi. Studiava Beni Musicali e sognava. Non so cosa, ma sognava, sogni tiepidi. Mi veniva da chiederle cosa volesse fare da grande, ma era di quelle ragazze che non te le puoi proprio immaginare, da grandi.
Quando abbiamo cominciato a fare l’amore ho capito che per lei ero un rifugio. Mi andava bene così. Era come se provenisse da una grande paura, Anna, e il suo concedersi senza troppa anima implorava rispetto. Credo ci fosse un altro uomo dietro questa sua parte invisibile, un uomo prima di Derek, a cui lei doveva molto e che al tempo stesso l’aveva consumata. Anna custodiva un gran segreto che non volevo scoprire. I segreti mi piacciono quando rimangono tali. Intanto, mentre lei mi spiegava di un periodo in cui era rimasta chiusa, da sola, in casa, tentavo di capire se dietro il suo essere sfuggente Anna non custodisse un semplice, enorme vuoto. A volte è questo. Persone che sembrano inafferrabili, e per questo esercitano un certo fascino, e invece niente, non c’è proprio niente da scoprire.
Mi raccontava delle serate passata da sola ad ascoltare le incisioni dell’Orchestra della Rai. Non le piacevano, c’era solo che un suo zio ci aveva suonato, per anni, a Napoli, finché le varie Orchestre sparse per l’Italia non erano state fuse ed era rimasta solo quella di Torino. “Un’altra cosa che sta morendo” pare dicesse suo zio. A lei piaceva solo immaginare che ci fosse suo zio, in quei dischi. Non raccontava di quella solitudine per chiedere protezione, o peggio, amore, no, voleva solo condividere una parte di sé. Era molto sincera, e bella, e per questo io non ho mai cercato di scavare troppo a fondo.
L’amore la rendeva libera fino a un certo punto; smetteva di essere Anna, mi amava con onestà, ma c’era sempre qualcosa che sfuggiva, solo particolari, e io sapevo che era dovuto a quell’uomo. A lungo ho creduto che una relazione tra un uomo e una donna non dovrebbe essere nient’altro che questo. Ad Anna faceva comodo la finta sicurezza della mia età.
Quest’anno Stefano mi ha presentato Antonio e Claudia. Vivranno nella stanza di Anna. Anna non tornerà più. Non so se è rimasta a Napoli, ma so già di cosa si tratterà, per me. Non so spiegarlo, ma nel ricordo saprò ancora trovare il piacere e il profumo di certe sere.

bianco

Quando abbiamo cominciato a fare l’amore ho capito che per lei ero un rifugio. Mi andava bene così. Era come se provenisse da una grande paura, Anna, e il suo concedersi senza troppa anima implorava rispetto. Credo ci fosse un altro uomo dietro questa sua parte invisibile, un uomo prima di Derek, a cui lei doveva molto e che al tempo stesso l’aveva consumata. Anna custodiva un gran segreto che non volevo scoprire. I segreti mi piacciono quando rimangono tali. Intanto, mentre lei mi spiegava di un periodo in cui era rimasta chiusa, da sola, in casa, tentavo di capire se dietro il suo essere sfuggente Anna non custodisse un semplice, enorme vuoto. A volte è questo. Persone che sembrano inafferrabili, e per questo esercitano un certo fascino, e invece niente, non c’è proprio niente da scoprire.
Mi raccontava delle serate passata da sola ad ascoltare le incisioni dell’Orchestra della Rai. Non le piacevano, c’era solo che un suo zio ci aveva suonato, per anni, a Napoli, finché le varie Orchestre sparse per l’Italia non erano state fuse ed era rimasta solo quella di Torino. “Un’altra cosa che sta morendo” pare dicesse suo zio. A lei piaceva solo immaginare che ci fosse suo zio, in quei dischi. Non raccontava di quella solitudine per chiedere protezione, o peggio, amore, no, voleva solo condividere una parte di sé. Era molto sincera, e bella, e per questo io non ho mai cercato di scavare troppo a fondo.
L’amore la rendeva libera fino a un certo punto; smetteva di essere Anna, mi amava con onestà, ma c’era sempre qualcosa che sfuggiva, solo particolari, e io sapevo che era dovuto a quell’uomo. A lungo ho creduto che una relazione tra un uomo e una donna non dovrebbe essere nient’altro che questo. Ad Anna faceva comodo la finta sicurezza della mia età.
Quest’anno Stefano mi ha presentato Antonio e Claudia. Vivranno nella stanza di Anna. Anna non tornerà più. Non so se è rimasta a Napoli, ma so già di cosa si tratterà, per me. Non so spiegarlo, ma nel ricordo saprò ancora trovare il piacere e il profumo di certe sere.

20 Comments

ottobre 12th, 2009

@Michele
Il suonatore di triangoloooooo!!! :D
MS

ottobre 12th, 2009

[...] un  commento Tags: finzioni, inutile, racconti, wimbledoc Su Wimble.doc seconda sfida inutile vs finzioni: scendo in campo contro Michele [...]

Francesco Monti

ottobre 12th, 2009

Ahahahaaha, il racconto di Michele Marcon fa riderissimo!

Michele

ottobre 12th, 2009

:-D

zucca

ottobre 12th, 2009

cos’è, una sfida a colpi di coppie di m!? comunque un fagiolo per montanaro in versione autunnal-condominiale. di questi tempi lo sento vicino.
a proposito, dato che ci sono: mi piace tutto sto ambaradan, state già preparando il prossimo, vero?

enpi

ottobre 12th, 2009

be’, prima del prossimo, c’è da finire questo quarto. poi ci sono le semifinali e la finale, coi giudici esterni.
insomma: ce n’è da fare, prima…
;)

e.

marco m

ottobre 12th, 2009

zucca!!!!!!

tomomot

ottobre 12th, 2009

bravo,proprio bravo.pensa ti ho pure votato

Laura

ottobre 12th, 2009

Marco!

marco m

ottobre 13th, 2009

Laura?

Laura

ottobre 13th, 2009

Oui?

marco m

ottobre 13th, 2009

Tana libera tutti

ottobre 13th, 2009

Difficilissimo scegliere, entrambi i racconti sono davvero belli, dovendo scegliere una nota in più per l’allegoria di Michele Marcon!

ottobre 13th, 2009

Oh, che divertente

ottobre 13th, 2009

[...] This post was mentioned on Twitter by simone and Michele Marcon. Michele Marcon said: Votate il mio racconto se vi piace @ http://www.wimbledoc.com/?p=799 [...]

marco m

ottobre 15th, 2009

porcaputtana, manco il pd di veltroni prendeva così poco!
comunque, adesso voglio fare il terzo tempo con michele marcon, come nel rugby. si può?

michele m

ottobre 15th, 2009

mm vs mm
se non si può fare , noi lo facciamo lo stesso! ;)

enpi

ottobre 15th, 2009

mi sa che siete lontani qualche centinaia di chilometri, cari i miei MM. però, organizzandosi…

attualmente si stanno sfidando gli AM – pare fatto apposta :D

e.

marco m

ottobre 15th, 2009

come me e michele (ancora MM) c’è solo la maionchi, attenti

ottobre 15th, 2009

[...] wimbledoc sono uscito con percentuali da Partito Democratico. Tuttavia, preferisco paragonarmi a Roberto Baggio: sono uno che sbaglia i rigori in finale. Non [...]