wimble.doc torneo di racconti sotto rete
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Alla base c’è un’idea, ovvero che tutto questo ambaradan è stato messo su per scrivere dei racconti e per leggere quanto si era scritto. Naturalmente c’erano anche altre idee, ma abbiamo avuto modo di parlarne a più riprese prima e durante il torneo, e in ogni caso ci porterebbero fuori da quello che è il senso (pratico) di questo post. Il pdf non contiene tutti i racconti di Wimble.doc: ne contiene molti. E’ stata fatta una selezione: motivazioni e criteri stanno all’interno del pdf stesso.

Veniamo al punto. La domandona è questa: “dove e come posso leggere i racconti di Wimble.doc?”

Le risposte sono più una di una:

1) Su issuu, sfogliando il pdf con l’illusione di avere davanti agli occhi una cosa di carta.

2) Su pdf, scaricando il file da qui [3,5 mega], senza l’illusione di avere davanti agli occhi una cosa di carta.

3) Su carta. SU CARTA?! Sì, su carta. Più o meno. Da qui si scarica un file da decomprimere contenente i racconti del pdf in formato .doc, .rtf, .bean, .docx, .odt, per tutti i gusti. Così modificate il formato e il corpo a seconda di quanti fogli e inchiostro avete nella vostra stampante. Attenzione: c’è il minimo sindacale, cioè i racconti impaginati in A4 e giustificati. Quindi: brutto da vedere.

4) Sul tuo e-reader: scaricando da qui il file nel formato e-pub.

Ora andiamo in ferie, poi tra un paio di mesi ricominceremo a smanettare col sito e a lavorare al prossimo Wimble.doc: se il sito inzierà a sparire e a ricomparire, significherà che siamo sostanzialmente ancora vivi.

Detto questo: diffondete, parlantene, stampatene una copia per gli amici.

Noi vogliamo respirare amore.

ale r, enrico, ale m

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Il tema era “attesa”

I racconti erano: L’incoscienza non è una malattia (di Giuseppe Rizza – Colla) vs Restless Flora (di Laura de Matteis – MRT)

Max Collini dice: “Scelgo Restless Flora di Laura De Matteis. Lo trovo perfetto per sceneggiare un cortometraggio e il punto di vista del cadavere è reso in modo molto efficace, nonostante l’autrice abbia usato la parola “avida”. Lo stile infatti è un po’ barocco, ma funzionale all’atmosfera goticheggiante della narrazione. La frase  “me che brulico di vita non mia” è bellissima e si fa in qualche modo perdonare la scelta del titolo in inglese.”

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Eccola qui:

Giorgio Vasta (autore di Il tempo materiale, Minimum fax)

Gianluca Morozzi (fra i suoi libri: L’era del porco, Tea; Colui che gli dèi vogliono distruggere, Guanda)

Max Collini (voce, testi e ideologia a bassa intensità degli Offlaga Disco Pax)

Se ve lo state chiedendo, sì: non ci piacciono le bio e preferiamo i link. Così se non li conoscete (ahiahi!) smanettate un po’ e memorizzate meglio.